Angolo di Margherita Ferrari, giovane berica scarsamente nota per il libro "Guide Pratiche per Adolescenti Introversi" e il defunto blog Underbreath.

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16:15 - 2007-02-11
Vicenza luogo trendy pt.3.
Il tempo si fa più clemente in quel di Vicenza.
L’amato mezzo informatico è giunto a nuova vita dopo violenta ed inaspettata formattazione.
Il mio cervello giace inerme e finalmente vuoto sulla pavimentazione marmorea del salotto.
Inorgoglito dai suoi decenti risultati in contesto universitario –l’unico mai concepito da un mese e mezzo a questa parte- lascia ora defluire in silenzio i dati inutili o destinati a far apparire la sottoscritta come una pseudo politologa snob.
So che necessiterei di una doccia e di un pranzo, ma soffrirei poi nell’infrangere questa tumultuosa quiete generata dalla dipartita montanara di Mater Amorosa e Pater Ologramma (perdonatemi l’uso di questi nomignoli che ora paiono quasi arcaismi, ma questi sono tempi di sconvolgimento emotivo e i due personaggi con cui vivo non fanno altro che manifestarsi trionfalmente come ai tempi andati in cui ero solita dipingerli di frequente).

Durante le mie settimane d’assenza vi furono molti significativi accadimenti, come la convivenza forzata con Baldra, l’isteria universitaria in occasione di alcuni esami (Storia delle Dottrine Politiche, Storia dell’Integrazione Europea e Sociologia II), il rendez-vous con la nuova ciccia di Pacci, la partecipazione ad un concerto dei Giardini di Mirò e lo sciopero dei benzinai.
Tutto ciò nel sempre più raccapricciante scenario di una Vicetia dichiaratamente nelle mani di gente fetida, Berlusconi-related, che merita di perire annegata nel fango.
Qualche giorno fa stavo passeggiando amabilmente in centro, dopo essermi dedicata ad una lunga session di studio matto e disperatissimo. L’intenzione era quella di presentarmi al Cancelletto per ingerire uno spritz, nonostante la fauna di quel luogo, che un tempo era composta da gioventù berica delle più svariate estrazioni sociali, mentre ora trova i suoi massimi rappresentanti in un branco di attempati habitué dediti al gioco d’azzardo.
Nel mettere piede in Piazza dei Signori, loco denso di significati ultraterreni e da me amato incondizionatamente, fui illuminata dal suo splendore neoclassico, che per così tanto tempo era stato calpestato e surclassato da sentimenti di tutt’altro genere, quali l’odio, il disgusto, il fastidio e la nausea.
Piazza dei Signori, centro nevralgico nell’immobilismo berico, ospita sì una microscopica chiesa, spesso chiusa a chiave e nota ai meno per le messe in latino che vi sono celebrate, ma il circo mediatico del cattolicesimo militante è altrove, anche se ad una distanza infima. Il duomo e la curia, luoghi su cui in diverse occasioni mossi i miei piedi di dubitante, paiono esistere in un tacito stato di separazione vitrea dal ben più gradevole Palazzo della Ragione, che forse alcuni di voi ricorderanno come Basilica Palladiana, nonostante i suoi antichi scopi fossero in tutto e per tutto laici.
Personalmente mi rivolgo sempre al nostro vanto architettonico locale chiamandolo Palazzo della Ragione, nel vano tentativo di suscitare immonde epifanie nelle menti di chi ha la sfortuna di accompagnarsi alle mie terga. Ad ogni modo, di fronte all’amatissimo loco, sorge un altro capolavoro del maestro Andrea Palladio. Il problema, fortemente sentito dalla cittadinanza, non è tanto l’accecante splendore di quel palazzo, che quasi risulta insostenibile allo sguardo umano, quanto piuttosto il suo contenuto.
Oltre ad aver ospitato la deprecabile Coppa del Mondo e conseguentemente una folla animalesca desiderosa di porsi il più vicino possibile al gingillo pagano, la Loggia del Capitaniato è poi adibita a luogo civile, e spesso è deturpata dalla presenza del deprecabile sindaco Hullweck, noto per i suoi stretti rapporti con Silvio Berlusconi, che fu, per altro, il suo testimone di seconde nozze.
Come voi tutti ben saprete, i vicentini sono recentemente stati presi presi per il culo in modo a dir poco plateale da un uomo i cui capelli risultano essere innegabilmente tinti e che da anni occupa un ruolo di prestigio in terra berica solo perché qui la maggior parte del popolo votante vede muoversi al suo interno il più immondo sangue veneto, quello del “Noi produciamo quanto l’intero Portogallo” e gloria alle concerie, alla frequentatissima Fiera della Caccia, agli sporchi immigrati morti o rispediti a casa loro, all’ex premier che si è fatto da solo.
Ho pochi ricordi dell’ultimo sindaco di centro sinistra, ma so che dopo la sua dipartita solo sparite le mostre di arte moderna e contemporanea al Palazzo della Ragione, con cui mi dilettavo in solitudine alle scuole medie, sostituite da poco frequenti esposizioni fotografiche infelici, come quella degli ingrandimenti delle figurine Panini.

Molto spesso fare una passeggiata in centro significa imbattersi in cinque o sei camionette della polizia che pattugliano senza motivo il ristrettissimo territorio occupato da corso Palladio. Le forze dell’ordine, o pseudo tali, riecheggiano come angeli del Signore ad ogni pié sospinto, talvolta reagendo violentemente al frequente manifestarsi di gruppi di persone desiderose di far valere la propria opinione in modo pacifico.
Sono nata in terra industriale e americana. Ogni mattina ho osservato i marines della caserma Ederle correre al caldo o sotto le intemperie, carichi di grossi zaini, per svariati chilometri. Poi ho scoperto che quella era una punizione.
A Vicenza il 4 luglio si fa festa, o per lo meno si faceva. Erano davvero in tanti ad andare in caserma a mangiare marciume d’oltreoceano. Ho un vago ricordo di me stessa in età da scuola elementare trascinata dai parentes nel temuto contesto bellico a scoprire in Nuovo Mondo, fatto di tacos e formaggio fuso dai colori più temibili.
Mater è ora contraria, come ogni vicentino dotato di cervello, all’occupazione statunitense del Dal Molin, Pater se ne esce invece con frasi contraddittorie; teme di risultare antiamericano, anche se io credo che per molti aspetti lo sia.
Non si tratta di essere contrari ad un’intera confederazione di stati, ma di rifiutare dichiaratamente la politica estera dell’amministrazione Bush, di proclamare una volta per tutte la nostra sovranità territoriale, di deprecare a voce alta gli accordi segreti che muovono la storia non solo italiana, ma internazionale.
A Vicenza si ha oramai da mesi la netta impressione di non esistere, di non contare nulla.
Un fetido uomo rubicondo ha ceduto la nostra città al suo datore di lavoro dai mille volti e dai mille processi all’attivo, che a sua volta ha presentato su un piatto d’argento la nostra terra all’amico Bush, che ora ringrazia Prodi, l’uomo dalle mani legate, per mezzo della Rice.

Passare per Piazza dei Signori e restare incantata per un attimo dalla sua bellezza mi fece dunque provare un dolore così intenso da desiderare la deflagrazione istantanea dei fautori di un tale scempio della sempre più inutile democrazia, della Costituzione e della morale. Per mesi ho posto le mie terga in quel luogo per protestare, o evitando lo sguardo dei poliziotti. Il mio corpo ha rigettato ogni frammento di bellezza e stupore. Sono stata derubata della serenità, e lo stesso vale per gran parte dei miei concittadini.
Chi dall’esterno afferma che una nuova base porterà ricchezza alla città dice il falso, e non sono certo io che devo spiegare perché. Chi crede che lo spostamento di ulteriori marines a Vicenza non avrà ripercussioni sull’ordine pubblico continua imperterrito ad affermare il falso, perché già ora la situazione è gravissima, le testimonianze di militari ubriachi e violenti in giro per la città si sprecano, e io stessa, che sono un nessuno, ho avuto a che fare con scene di questo tipo più volte.

Vi invito dunque, o amati lettori, a presentarvi a Vicenza sabato 17 febbraio per la manifestazione nazione No Dal Molin.
Dovrebbe essere apartitica, ma avendo conoscenze tra i fetidi della Sinistra Giovanile, ho saputo ieri che i DS ci saranno con tanto di bandiere, dunque penso che ognuno farà ciò che crede.

Per infinite ulteriori informazioni e per firmare la petizione potete visitare:
AltraVicenza
No Dal Molin
Dossier Dal Molin
Blog del Presidio Permanente">
Petizione
Video di Beppe Grillo

edit:
Post sul Dal Molin di Fasterboy


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