15:45 - 2006-12-23 40 secondi di niente
Tra una cosa e l’altra ieri pomeriggio, anziché essere a Padova a seguire una qualche lezione, mi sono ritrovata parzialmente impigiamata in giro per il centro di Vicenza, con Pacci e Riccardo. La foga per lo shopping natalizio non è mai stata così dannosa per il mio spirito. A questo si somma la mia sempre più violenta impressione di essere divenuta una vecchia snob con problemi relazionali, vale a dire ciò che ero a quindici anni, solo che all’epoca ero anche una disadattata. Mai come ora mi ritrovo intenta a fissare con disprezzo le giovini punkettine. Questo perché non riesco davvero a concepire simili velleità alternative associate a modi di fare da troietta acefala. Allo stesso tempo so che tutte le mie paranoie sul futuro del mondo nelle mani di quella gente sono dettate da feroce gelosia nei confronti del sempiterno Pacci, su cui non ho più alcun diritto, fatta eccezione per il suo culo, che mi appartiene (me l’ha regalato per il mio diciottesimo compleanno. Ho un documento che certifica tutto). So che si tratta di una cosa ridicola ma non posso fare a meno di visualizzare in loop l’immagine della giovane fan dei Children of Bodom che lo assale per rubargli l’anima attraverso la gola. Quando fui costretta contro la mia volontà ad assistere a questa scena ero troppo sconvolta per fare ciò che era giusto, ovvero avvicinarmi alla signorina e distruggerla verbalmente, mettendo in evidenza la sua palese inferiorità rispetto a Pacci o a qualunque altra persona ubriaca e vomitante presente nel raggio di cinquanta chilometri.
Per il resto non ho di che lamentarmi: fisicamente sto male, ma questo non mi impedisce di dedicarmi alla vita godereccia. Ho dato il mio primo esame, ottenendo un simpatico trenta, che mi permettere di rinfacciare ai miei genitori più o meno tutto quello che mi dicono, in particolar modo le insinuazioni di Mater sul mio presunto abuso di droghe, la mia costante carenza di sonno e via dicendo. Passo il mio tempo libero cercando qualcosa da fare che si distacchi di un poco dal dividere una bottiglia di vino con Baldra ed ascoltare in loop qualche disco nella sua macchina, mentre io storpio i brani che mi sono noti. In particolar modo sto amando molto la violenza sulla voce del verdenico Alberto Ferrari, che tra l’altro si chiama come mio zio. Sto inoltre indagando sul passato pseudosentimentale di Baldra, dato che lui non mi rivela mai nulla. Ogni informazione è utile per sfotterlo fino alla morte ed elevare invece la mia trionfale conquista di chiunque si chiami Luca.
(in questi giorni vedrò di aggiornare più spesso. Ho alcuni aneddoti pregevoli da condividere. Saluti a tutti. Vi auguro infinita allegrezza)