17:37 - 2006-11-22 That Joke isn’t Funny Anymore
Questo pezzo dovrebbe essere presente sul Corriere del Veneto di oggi. Dato che questa mattina mi trovavo in Trentino e che ho avuto modo di rimettere piede sul suolo berico solo nel primo pomeriggio, mi sono imbattuta in edicole chiuse o che avevano esaurito le copie del quotidiano, dunque non so nulla per certo.
Ad ogni modo questa cosa è scaturita dal mio cervello ieri pomeriggio. Poco dopo averla inviata in redazione mi sono diretta in curia, dove ho partecipato ad un meeting televisivo del vescovo con i Giovani. Sfortunatamente erano tutti cattolici infervorati, per cui ogni parvenza di dialogo è stata a mio avviso del tutto fittizia.
C’è grande fermento nel mondo adulto. Occhiate di sconcerto e disapprovazione cadono con inimmaginabile frequenza sulle terga flessuose dei giovinetti di questo infelice Paese. Come sempre il bocia con i pantaloni a cavallo basso è la causa di tutti i mali presenti e futuri. L’unica soluzione plausibile sarebbe un bel genocidio, con tanto di banchetti e parate multicolori per i nati non oltre il 1984. Ora che qualche personaggio ingrigito ha scoperto l’esistenza di quella cosa chiamata youtube.com pare che l’intero agglomerato umano dei giovini sia in realtà un marasma di criminali videoamatori dediti all’ultraviolenza. Ignorando per un istante i fatti realmente esecrabili che si sono consumati negli ultimi tempi in alcune scuole italiane, rimane ben poco su cui soffermarsi. E’ vero, tra di noi si aggirano adolescenti dalla chiara vacuità mentale, ma è giusto etichettare anche chi non pesterebbe a sangue nemmeno il suo peggior nemico? Tutti noi sappiamo che tra le cose più gradevoli della scuola superiore ci sono gli scherzi e tutte quelle stupidate giocose con cui passare il tempo duranti i cambi dell’ora e la ricreazione. Grazie alla diffusione a tappeto dei cellulari umts è ora possibile condividere con il mondo le scenette più esilaranti, semplicemente caricandole su siti come il sopraccitato You Tube. Dato che ho la fortuna di essere nata nel 1987, conosco molta gente della mia età; sicuramente molta di più di persone nate trent’anni prima di me, come mia madre, che basa la sua idea di Mondo Giovanile su non più di dieci persone. So per certo che questo suo concetto è tetro e dominato da immagini claustrofobiche in cui tanti ragazzetti privi di peli facciali si fanno le canne, parlano di figa e indossano quelle strane scarpe da skate che sembrano delle scatole di cartone. Tempo fa ero solita esprimere la mia preoccupazione per il livello di celebrità raggiunto da Melissa P, non tanto perché ho poca considerazione delle sue opere, quanto piuttosto perché la folla è caprona. Difatti, per un certo periodo di tempo, era parso che tutti gli adolescenti fossero dei malati di sesso dediti alle pratiche più basse. Lo stesso vale per le fosche tinte con cui ora è dipinto chiunque faccia un video in cui chiude un compagno di classe in un armadio. Ma queste cose sono sempre accadute e criminalizzare la gioventù da un lato e internet dall’altro equivale ad essere ciechi ed oscurantisti. Ad incrementare ulteriormente il gusto per questo genere di scenette è stato senza alcun dubbio il noto programma di Mtv “Jackass”, probabilmente uno degli exploit televisivi più stimolanti e godibili degli ultimi dieci anni. I noti uomini protagonisti della serie dedicano il loro tempo ad escogitare avvincenti metodi per farsi del male, traumatizzarsi vicendevolmente e stupire i vecchietti di gesso che camminano per strada ignari di tutto. Questo alla gioventù piace, perché è folle, stupido e lascia spazio alla creatività. Ho un amico che qualche anno fa perse temporaneamente la memoria dopo aver sbattuto la testa mentre faceva lo scemo con lo skateboard e che ama i Jackass in modo incondizionato. Egli sostiene che è giusto dedicarsi all’idiozia finché c’è tempo e gli fanno un’infinita tristezza tutte quelle persone che sono arrivate a cinquant’anni senza aver mai sfidato davvero il buon senso della comunità in cui si vive. E’ probabile che molti dei ragazzi che si divertono a fare video esilaranti non abbiano mai preso in considerazione questo aspetto del loro passatempo, ma di certo non sono criminali. Circoscrivere i problemi di una generazione diversa alla propria sembra sempre troppo facile. Di certo noi nati dopo Chernobyl non ci aspettiamo di essere capiti, perché, com’è giusto, a nostra volta non capiremo i nostri figli. Però ogni tanto sarebbe carino se qualche adulto, prima di precipitarsi su giudizi cementicei, si guardasse dentro e andasse a cercare il giovane che era. Concludo invitandovi a visitare il blog “7 in condotta” (www.notadisciplinare.it), che ci certo vi fornirà dei simpatici spunti per fare degli scherzi inoffensivi ai vostri colleghi. Questo è solo uno dei tanti esempi di post contenuti nel sito: “L'alunno M. anziché partecipare alla prova antincendio restava in classe. Affacciatosi da una finestra del 2° piano urlava agli alunni "HABEMUS PAPAM", gli stessi applaudivano al suo indirizzo”.